Indignazione in paese per il gesto sacrilego e delinquenziale di chi ha buttato giù da un balconcino
dell'ospedale cittadino la statua di San Francesco, posta nella cappella al quarto piano del reparto di
diabetologia del nosocomio. La statua dopo aver fatto un volo di circa 20 metri, si è sfracellata al suolo,
sbriciolandosi. Della statua è rimasta integra solo la testa. Sulla vicenda indagano i carabinieri della
compagnia, intervenuti sul posto per i rilievi tecnici di rito e gli accertamenti del caso. È successo tutto intorno
alle 21 di lunedì, quando ignoti, dopo aver divelto la telecamera collocata sopra l'ascensore che porta al
reparto e alla cappella, al fine di non essere identificati, hanno preso la statua del Poverello di Assisi, posta
sull'altarino, lanciandola giù dal quarto piano.
Chi ha agito ha portato via anche lo stendardo dell'associazione
diabetici. La statua, al termine del suo volo, ha sfiorato, ma senza alcuna conseguenza, un addetto alle
pulizie dell'ospedale, che in quel momento stava per uscire da una porta interna del seminterrato e che
incredulo ha visto calare velocemente dal cielo la sacra scultura per passargli davanti agli occhi a distanza
molto ravvicinata. Una tragedia, dunque sfiorata per l'ignaro operaio. La statua di San Francesco, che è
anche il protettore dei diabetici, era stata donata al reparto dall'associazione diabetici.
Un gesto sacrilego,
che ha fortemente amareggiato il primario del reparto, il professore Enzo Provenzano, il quale afferma:
«Insieme all'associazione diabetici proseguiremo con determinazione nell'opera di miglioramento sanitario,
iniziata nella nostra provincia, fortemente voluta dalla direzione strategica, che ci è stata e continua ad
esserci vicina. Ringrazio il direttore generale dell' Asp, il dottore Salvatore CiriGuilmi - che contrasta con
l'eccellenza della qualità dei servizi che ricevono decine di migliaia di persone con diabete provenienti non
solo dal territorio, ma anche ogni centro della Sicilia e d'Italia (il reparto ha in cura 11 mila persone con
diabete, ndr).
Atti di simile viltà - aggiunge- non potranno minimamente influenzare o condizionare il lavoro di
estrema professionalità, sensibilità umana e sociale che vanta oggi l'unità operativa complessa di
diabetologia e malattie metaboliche dell'ospedale civico di Partinico». A condannare il vile atto anche i parroci
per voce dell'arciprete, monsignor Salvatore Salvia. «Dato che siamo all'inizio della Quaresima - dice
l'arciprete - tutti noi sacerdoti pregheremo per la conversione di colui che ha compiuto questo atto sacrilego e
scellerato». Il direttore generale dell' Asp di Palermo Salvatore Cirignotta, esprimendo solidarietà al primario
di diabetologia, afferma: «Il gravissimo episodio di Partinico, che ha messo a serio rischio l'incolumità delle
persone che frequentano l'ospedale, è stato immediatamente denunciato ai carabinieri e si spera che sia il
gesto inconsulto di uno sconsiderato in un particolare stato di sconforto».(Giornale di Sicilia)
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